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Zero privilegi in dirittura d'arrivo un successo dei cittadini attivi
Giovedì 12 u.s. in Regione Lombardia è andata in scena ancora una volta la contrapposizione fra i cittadini e la casta politica.
Si è discusso del Progetto di Legge di Iniziativa Popolare “ZeroPrivilegi” che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica lombarda con lungimiranza già dall’ inizio dell’anno 2011 il tema dei privilegi economici di cui godono i consiglieri regionali. Possiamo dire che si è trattato di una facile lungimiranza in quanto, una volta noti gli emolumenti dei consiglieri regionali, qualunque cittadino ne rimaneva spiacevolmente sorpreso e profondamente indignato. Solo una classe politica chiusa in se stessa e lontana dalla società reale poteva pensare di poter perpretare questi privilegi inaccettabili. Procediamo però con ordine.
Da fine Aprile ai primi di Ottobre del 2011 un comitato di cittadini ha raccolto oltre 11.200 firme in tutta la Regione per dimezzare gli emolumenti dei consiglieri (indennità di funzione e diaria), per abolire il rimborso forfettario delle spese dei consiglieri (chiedendo quindi rimborso a piè di lista) e, infine, per abolire sia il vitalizio assegnato agli ex-consiglieri al compimento del 60esimo anno di età, sia l’indennità di fine mandato. Semplici ma concrete richieste articolate in pochi articoli alla pagina dedicata in questo sito web.
Appena a fine Giugno 2011 si è inteso che l’iniziativa avrebbe avuto successo raggiungendo la soglia richiesta per legge delle 5.000 mila firme è iniziata la controffensiva da parte della casta a difesa del proprio privilegio. Sono stati infatti presentati ben 3 Progetti di Legge consiliari, da parte dei maggiori partiti (PD, PDL e Lega) in contrapposizione alla iniziativa popolare. Pur intervenendo nelle modifiche sugli stessi articoli di legge della iniziativa popolare non avevano altro obiettivo che un piccolo abbassamento (il 10%) da sventolare all’opinione pubblica quale grande segno di responsabilità.
Per rendere ancora più concreto lo sbarramento contro la proposta concreta e a quel punto eccezionalmente recepita dai cittadini che l’hanno sottoscritta in oltre 11mila è stato istituito un comitato ristretto necessario a concordare la difesa, realmente bipartisan, dei privilegi dei consiglieri regionali. A Ottobre e Novembre 2011 vi erano quindi depositati ben 4 Progetti di Legge (p.d.l.) sullo stesso tema e i cui contenuti sono riassunti nella tabella seguente:
p.d.l. 122 (ZeroPrivilegi) p.d.l. 107 (PD) p.d.l. 112 (Lega) p.d.l. 116 (PDL) Legge 17 del 1995 Indennità di funzione Riduzione del 50% Riduzione del 10% Riduzione del 10% Riduzione del 10% Diaria Ridotta del 50% e non corrisposta se assenteisti Nessuna modifica Nessuna modifica Nessuna modifica Rimborso spese dei consiglieri Rimborso spese non più forfettario. Solo con ricevute comprovanti le spese. Nessuna modifica Nessuna modifica Con decorrenza 1 gennaio 2012 il rimborso spese di cui al comma 3 dell’art. 6 della l.r. n. 17 del 23 luglio 1996, corrisposto ai consiglieri regionali per le attività connesse al proprio mandato espletate nel territorio nazionale o presso le istituzioni dell’Unione Europea (11 viaggi Milano –Roma) è abrogato. Legge 12 del 1996 Vitalizio Abrogazione Abrogazione Nessuna modifica Abrogazione Indennità di fine mandato Abrogazione Ridotto a una mensilità per ogni anno di mandato Nessuna modifica Ridotto a una mensilità per ogni anno di mandato Come sintesi delle posizioni dei tre p.d.l. di iniziativa consiliare, il comitato ristretto è quindi giunto al seguente risultato:
p.d.l. approvato il 5-12-2011 Legge 17 del 1995 Indennità di funzione Riduzione del 10% Diaria Riduzione del 10% Rimborso spese dei consiglieri Con decorrenza 1 gennaio 2012 il rimborso spese di cui al comma 3 dell’art. 6 della l.r. n. 17 del 23 luglio 1996, corrisposto ai consiglieri regionali per le attività connesse al proprio mandato espletate nel territorio nazionale o presso le istituzioni dell’Unione Europea (11 viaggi Milano –Roma) è abrogato. Legge 12 del 1996 Vitalizio Abrogazione Indennità di fine mandato Abrogazione L’Ufficio di Presidenza ha quindi deciso di privilegiare le proposte di questo comitato ristretto e ha portato al voto del 5 Dicembre scorso questo testo approvandolo con voto unanime seppure con le astensioni di alcuni consiglieri.
Martedì 17 Gennaio p.v., in ottemperanza degli obblighi di legge, finalmente si voterà in aula consiliare per il Progetto di Legge di Iniziativa Popolare n.122 “ZeroPrivilegi”. Avremmo preferito che l’Ufficio di Presidenza desse priorità invece alla iniziativa popolare e portasse prima possibile al voto la richiesta di tanti cittadini lombardi e non avesse invece agito per depotenziarne le richieste fornendo l’alibi ai consiglieri regionali di essere già intervenuti su questo tema.
In conclusione consideriamo il risultato ottenuto finora parziale ma assolutamente positivo: l’abrogazione sia del vitalizio sia della indennità di fine mandato consentiranno di risparmiare molti milioni di euro alle esangui casse pubbliche. Queste abrogazioni non erano assolutamente scontate e sono state conseguite per la pressione della nostra legge di iniziativa popolare. Diverso invece il discorso della “spuntatina” del 10% all’indennità e della diaria: assolutamente insufficiente e senza alcun riferimento oggettivo. Infatti dal 1-9-2011 opera la commissione Giovannini che è stata costituita dal governo Berlusconi per poter avere dei riferimenti oggettivi sugli emolumenti di tutte le cariche elettive italiane confrontate con quelle di altri stati europei.
Non solo parlamenteri ma anche consiglieri regionali, provinciali e comunali. L’attuale governo Monti ha sollecitato a fornire entro fine anno 2011 qualche indicazione almeno per i parlamentari. Ciò non è avvenuto da parte della Regione Lombardia. In particolare riteniamo che questa ricerca di maggiori informazioni sarebbe dovuta avvenire da parte del comitato ristretto (presieduto dal consigliere Valentini) proprio per non dover applicare un valore ridicolo quale è il 10% e senza alcun riferimento oggettivo.
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Le due Leghe: Roccaforti di Brescia e Valle Camonica stanno con Maroni
Bossi telefona a Maroni nel pomeriggio, quando la Lega è in piena ebollizione e dalle roccaforti lombarde di Bergamo, Brescia, Varese e Valle Camonica emergono numeri-choc.
Quasi il 90% delle sezioni hanno invitato l’ex ministro dell’Interno, in risposta al divieto di fargli fare comizi annunciato giovedì dal segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. La Lega ribolle e il Senatur prova a metterci una pezza. Dà la colpa «agli intermediari confusionari» e a Bobo giura: «Nessun veto, presto faremo un comizio insieme. Chi spera in un partito diviso rimarrà deluso». Il Bossi-pensiero è stato consegnato alla Padania in edicola oggi. Ma ormai non si può più tornare indietro: Giorgetti è a pezzi e pensa alle dimissioni. I maroniani fanno a gara per farlo desistere: prima di mollare – dicono – deve convocare il congresso nazionale, che nel linguaggio padano sta per regionale. Poi sarà la volta di quello federale, così come spiegato ieri da Maroni a Bossi. I due si vedranno faccia a faccia già nelle prossime ore, a Varese o Milano. L’ex ministro dell’Interno intende andare fino in fondo: «Spero si sia chiarito tutto definitivamente» fa sapere. È un clima da «o me o loro», e con «loro» s’intendono i colonnelli del cerchio magico. Ovvero i dirigenti più vicini alla famiglia di Umberto come i capigruppo Marco Reguzzoni e Federico Bricolo o la vicepresidente del Senato Rosi Mauro. Giacomo Chiappori, parlamentare che fa riferimento al cerchio, avverte: «Se Maroni vuol creare tensioni o spaccature è giusto fermarlo». Il 23 gennaio, lunedì, è già in agenda il consiglio federale: rischiano di volare i coltelli.
Questa sera Bobo sarà da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Mercoledì è atteso a Varese, dove i suoi hanno prenotato il teatrino Santuccio di via Sacco, di fronte al municipio, al grido “rinasce la Lega”. Anche da Gemonio, dove risiede il leader con la sua famiglia, i militanti lo vogliono per un comizio. Nel primo pomeriggio di ieri, solo a Brescia 76 sezioni su circa cento avevano fatto lo stesso. A Bergamo, in un amen 46 sindaci su poco più di 50 si son detti pronti ad accoglierlo. Solo in tre hanno rifiutato. Domani sera l’argomento finirà sul tavolo del direttivo provinciale. In Valle Camonica hanno messo nero su bianco di volere il congresso, oltre a chiarimenti sulla gestione dei soldi dopo gli investimenti in Tanzania fatti dal tesoriere (in quota cerchio magico) Francesco Belsito. Bobo incassa anche il sostegno dei Giovani padani. Su Facebook parecchi leghisti hanno cambiato l’immagine del profilo inserendo la fotografia di Bossi col suo storico braccio destro. A Goito, nel Mantovano, è apparso lo striscione: «Bossi vai a pescare il Trota insieme a Reguzzoni. Adesso basta. Forza Maroni».
Attilio Fontana, maroniano e primo cittadino di Varese, si dice «sconcertato» per la scelta di censurare l’ex ministro. Duro Flavio Tosi, da Verona: «Per chiarirsi ci sono i congressi, ma Maroni fa parte della nostra storia». Il governatore veneto Luca Zaia si augura «una via d’uscita» e assicura che nella sua Regione i militanti sono «per l’unità del movimento». In Piemonte, Roberto Cota tace ma cerca la mediazione. Idem altri colonnelli come Roberto Castelli e Roberto Calderoli, che difficilmente volterebbero le spalle al leader. Proprio Calderoli ha rivelato di aver favorito il contatto tra i due litiganti. Il Trota, che ieri si pensava andasse a Lonato, Brescia, insieme alla sua fedelissima assessore regionale Monica Rizzi, non s’è fatto vedere. Da via Bellerio assicurano che il 22 gennaio è confermata la manifestazione di Milano, dove i maroniani sono pronti a mostrare i muscoli.
Gli altri partiti osservano la scena, alcuni ci inzuppano il pane. Casini esprime solidarietà all’ex ministro, i finiani applaudono Bobo, martire come Gianfranco. Berlusconi? Pubblicamente tace. Ma, parlando con i suoi, l’ex premier non ha dubbi. Sta con Bossi: «L’atteggiamento di Maroni», confessa, «è davvero incomprensibile». Come si fa, domanda, a entrare in conflitto con il Senatur? «Lui è ragionevole e quando le spara grosse è solo per parlare ai suoi elettori. Umberto è un uomo di cuore e mi vuole bene». Berlusconi, insomma, ha già fatto la sua scelta di campo: «Bobo è stato un bravo ministro dell’Interno», ma il Cavaliere non si fida. Il tutto mentre - ieri mattina - alcuni leghisti si sono radunati a Stresa con Calderoli. Obiettivo: preparare la seduta del parlamento del Nord di sabato 28. La Padania di oggi scrive che i litigi sono tutti risolti. Chi ci crede?
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Discarica a Montichiari: malori alla scuola elementare di Vighizzolo

Forti conati di vomito, mal di testa e bruciore a occhi e gola hanno accompagnato in aula ieri mattina gli alunni della scuola
Le elementari elementare di Vighizzolo, frazione di Montichiari. Malgrado il terribile tanfo che inquina l’aria non sia una novità per bambini e residenti della zona, quello di ieri è stato in grado di «superare ogni limite di sopportazione». Una puzza tale da costringere gli scolari a correre in aula tenendosi le mani e la sciarpa sulla bocca e sul naso così da schermare le mucose dal contatto con l’aria irrespirabile. E ancora una volta il dito è puntato sulla vicina discarica per lo smaltimento di rifiuti speciali tossici e nocivi, Gedit spa, azienda messa sotto sequestro qualche mese fa dalla Procura di Brescia proprio a causa dei cattivi odori che diffondeva nella zona circostante.
Oggi (10 gennaio) il sindaco di Montichiari, Elena Zanola, potrebbe predisporre attraverso un’ ordinanza la chiusura della Gedit per motivi di salute pubblica. Le malsane esalazioni di ieri — un mix tra odore di carcasse di animali in putrefazione, uova marce e rifiuti abbandonati al sole — hanno iniziato a inquinare l’aria della frazione di Vighizzolo intorno alle 7.30 andando a intensificarsi sempre più fino alle 8.10, momento di massima concentrazione del fetore. «Non solo i bambini hanno avvertito un malessere generale ma anche noi adulti abbiamo dovuto correre in classe a chiudere porte e finestre per evitare di stare male» racconta la maestra Cinzia Patisso. Le insegnanti hanno dovuto accompagnare alcuni alunni in bagno a sciacquarsi il viso per dare tregua almal di testa e alla nausea. I primi a notare che qualcosa non andava sono stati i genitori degli alunni che, non appena aperte le portiere delle macchine per fare scendere i figli, hanno subito avvertito i ripugnanti miasmi. «Abbiamo letteralmente dovuto spingere dentro la scuola i nostri bambini — spiega Katia Zappettini —. L’odore c’è sempre in paese tanto da non potere stendere i vestiti all’aria aperta ». «A Leonardo, mio figlio, è addirittura venuto un improvviso mal di pancia» gli fa eco Paola Togni. A confermare senza esitazioni sono anche i bimbi. «C’era un odore così brutto che non si riusciva a respirare—affermano in coro Francesco e Martina, studenti della primaria Papa Giovanni XXIII —. La puzza era anche nelle aule». Conferma tutto il nonno, Filippo Belgiorno: «La situazione è grave, non si può andare avanti così ».
C’è anche, tra le mamme, chi si interroga sull’anomala concentrazione di tumori nella confinante frazione di Calcinatello. «Mia sorella vive lì e — riporta Sonia Chesini — l’altissima percentuale di neoplasie che si stanno verificando in quella zona piena di discariche fa spesso pensare a un collegamento tra le due cose ». Intanto il primo cittadino di Montichiari, Elena Zanola, promette battaglia per la revoca dell’autorizzazione alla discarica di via Levate che tra i materiali smaltiti ha anche rifiuti di concerie e rifiuti organici umani provenienti dal depuratore campano. Sul sito— di proprietà della famiglia Gabana — al momento pende un’indagine della Procura e una della commissione bicamerale. «I continui sopralluoghi della Municipale ci dicono che la Gedit non sta mettendo in atto le prescrizioni che la Procura di Brescia gli ha imposto dopo il sequestro per evitare che continuasse a diffondere cattivi odori — spiega il sindaco —. Non mi rimane altro che emettere un’ordinanza per la chiusura della Gedit per motivi di salute pubblica convocando alla elementare Provincia, Asl e Arpa». La Zanola confessa di sentirsi sola in questa impresa. «Ho centinaia di segnalazioni da parte di cittadini che ogni giorno compilano la modulistica per la rilevazione delle molestie olfattive ma — continua—Regione e Provincia non si attivano per mettere fine a questo atteggiamento della Gedit».
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Calcinato: Per la difesa dell'acqua bene comune dei calcinatesi

Dal 1° gennaio la gestione dei servizi idrici di acquedotto, fognatura e depurazione a Calcinato è passata sotto il controllo di Garda Uno, società per azioni di Padenghe sul Garda, che ne ha dato notizia con un volantino recapitato in tutte le abitazioni del Comune.
La scelta fatta dal sindaco Marika Legati esternalizza il servizio idrico integrato. "Ma ciò non significa privatizzarlo” ha sottolineato il sindaco “Il comune non lo gestisce più direttamente, ma lo ha affidato comunque a un ente interamente pubblico". Fra l’altro l’accordo raggiunto prevede “la valorizzazione degli impianti calcinatesi con una adeguata remunerazione economica per gli investimenti fatti in passato", come spiega il primo cittadino che ha ottenuto pure la realizzazione di “interventi di riqualificazione e miglioramento degli impianti, come il depuratore di Calcinatello con la relativa dorsale di collegamento con tutto l'abitato e con gli insediamenti industriali a est di Ponte San Marco".
Da gennaio Garda Uno ha aperto uno sportello presso il Comune di Calcinato, aperto il mercoledì dalle ore 14 alle 17. Lì potranno “essere eseguite le operazioni di apertura, chiusura e voltura dell’utenza ed ogni informazione relativa al servizio acquedotto di cui il cliente può necessitare”, spiega il volantino.
Continua il sito di Lineaindipendente:
A questo punto chiediamo - a tutti i cittadini, i gruppi, le associazioni e i partiti che nella primavera scorsa hanno sostenuto i due referendum sull’acqua e poi a dicembre dentro e fuori il consiglio comunale si sono battuti contro questa scelta - di incontrarci per capire come continuare una campagna per evitare che i nostri concittadini si vedano definitivamente scippare l’acqua come bene comune dei calcinatesi. Nei giorni precedenti e immediatamente seguenti il consiglio comunale che ha dato il via libera all’operazione, sono circolate informalmente diverse ipotesi, dal referendum abrogativo al ricorso al Tar, strade giudicate dai più irte di difficoltà e difficilmente percorribili con esiti positivi a breve termine.
In questa fase appare importante almeno informare correttamente la cittadinanza e sviluppare un dibattito sul che fare. I contributi inviatici, se richiesto, verranno pubblicati sul sito lineaindipendente.blogspot.com, per consentire a tutti di seguire la discussione con trasparenza, in attesa di un momento di sintesi comune.
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Le proposte di Legambiente Brescia per migliorare la qualità dell'aria

PM10, giorni di superamento del limite di 50 microgrammi/mc nel 2011 (var. % su 2010): Broletto 104 (+15%) - Rezzato 153 (+47%) - Villaggio Sereno 111 (+25%)
Legambiente si scaglia sugli amministratori di Brescia: "Non fanno nulla per migliorare la qualità dell’aria e giocano con stupide e inefficaci conte blocca-traffico anziché promuovere attivamente un uso più moderato dell’auto". "Operano scelte che continuano a far peggiorare la qualità dell’aria, con scellerate decisioni sul Piano di Governo del Territorio, la realizzazione di nuovi parcheggi in centro, lo sconto al loro uso e l’aumento delle tariffe dei trasporti pubblici"
Legambiente chiede:
Nell’immediato e per l’emergenza CHIEDIAMO:
- Riduzione dei limiti di velocità a 80 Km/ora sulle strade provinciali e 90 Km/ora sulle autostrade
- Istituzione di vaste aree a 30 Km/ora, cominciando attorno ai plessi scolastici e agli ospedali;
- Controlli rigorosi sull’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati in regime centralizzato;
- Blocchi della circolazione privata nei giorni feriali e contestuale potenziamento dei mezzi pubblici, a titolo agevolato o gratuito per lavoratori e studenti;
- Potenziamento dei controlli sulle violazioni del codice della strada e per tutte le emissioni inquinanti fisse e mobili, in particolare per le industrie più inquinanti.
CHIEDIAMO INOLTRE DI ATTIVARE alcune misure “strutturali”, tra cui:
- Massicci investimenti per il trasporto pubblico locale e scoraggiamento dell’uso dell’auto in centro;
- Ripristino e potenziamento delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici, dei percorsi ciclabili e delle isole pedonali;
- L’abbandono dei progetti in contrasto con la pianificazione di una mobilità cittadina sostenibile, quali il nuovo parcheggio sotto la Galleria Tito Speri, lo spostamento della sede degli uffici comunali, il nuovo stadio nella zona del Parco delle Cave;
- Aree con Congestion Charge almeno pari al costo del mezzo pubblico; tariffe maggiorate in funzione dell'inquinamento prodotto;
- Minimizzazione della produzione e dell’incenerimento dei rifiuti solidi urbani;
- Sospensione dell’uso di carbone nella centrale policombustibile di via Lamarmora.


