Sabato 4 settembre come tutti sappiamo c'è stata la contestazione al Presidente del Senato Schifani ospite a Torino della festa del PD. I “contestatori” erano cittadini comuni aderenti a vari movimenti, tra cui il “MoVimento 5 Stelle Piemonte”, le “Agende Rosse” di Salvatore Borsellino, il “Popolo Viola” ecc. Schifani contestato è stato difeso da tutto l'arco costituzionale, PD in testa, con l'unica eccezione di Di Pietro. L'episodio è l'emblema della situazione tragicomica in cui versa il PD, il maggior partito di opposizione a Berlusconi ed il suo sistema; viene da ridere, anche se bisognerebbe piangere. A Torino è successo questo: i cittadini del “MoVimento 5 Stelle Piemonte” volevano sfruttare l'occasione di avere Schifani “a portata di mano” per chiedere conto delle 350.000 firme per una legge di iniziativa popolare raccolte l'8 Settembre 2007 (V-Day 1, “Parlamento Pulito”) per cambiare questa legge elettorale, che da 3 anni marciscono al Senato e di suoi rapporti con esponenti mafiosi descritti più volte dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano” (queste erano anche le intenzioni degli altri gruppi presenti alla festa del PD). Le intenzioni erano note, infatti erano giorni che in facebook si stava organizzando la partecipazione all'evento. Le domande che i ragazzi piemontesi volevano porgere a Schifani indubbiamente lo avrebbero quanto meno messo in difficoltà e lo avrebbero costretto a parlare di episodi a lui “sgraditi”, e se opportunamente incalzato, con le numerose videocamere presenti, sarebbe stata un'ottima occasione per divulgare in Rete le sue difficoltà a rispondere ed eventualmente i suoi silenzi, facendo fare una pessima figura a lui e di riflesso alla sua parte politica, quindi al Presidente del Consiglio. A maggior ragione se questo avviene “in trasferta”, cioè dove (in teoria) il pubblico e gli altri partecipanti (Fassino es.) sono oppositori, che hanno (o avrebbero) tutto l'interesse a mettere in difficoltà l'avversario politico, evidenziarne le ambiguità ecc. Un normale partito di opposizione, senza dover scomodare geni della strategia, avrebbe colto questa occasione, quindi “sfruttato” i cittadini presenti per incalzare l'avversario politico (sarà anche Presidente del Senato, ma è un avversario politico del PD, almeno in teoria). Che è il minimo che possa fare una seria opposizione. Invece il servizio d'ordine del PD, conoscendo le intenzioni dei cittadini, li ha tenuti lontani impedendo loro di fare le domande “scomode” a Schifani. Da qui sono partite le contestazioni riprese dalle telecamere: se il PD avesse permesso di fare quelle domande, molto probabilmente non ci sarebbero state le contestazioni ed i fischi. Quindi quanto è avvenuto ha dell'incredibile: il PD aveva l'opportunità, in casa sua, di mettere in grave difficoltà l'avversario politico, costringendolo a parlare di cose a lui sgradite, e quindi ottenere un successo propagandistico; invece ha impedito che ciò avvenisse (come se parlare di mafia fosse sgradito anche al PD, ricordandoci anche il silenzio agghiacciante del partito sulla condanna in Appello di Marcello Dell'Utri), ha provocato la reazione dei cittadini giustamente arrabbiati, ha fatto passare per vittima Schifani e la pessima figura, come sempre, se l'è “accollata” il PD. Follia masochista? Idiozia politica? O semplice difesa disperata del proprio mondo?
RICOMINCIO DA GRILLO
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