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"..la legge non la possiamo modificare?" Vendola

“..la legge non la possiamo modificare?” Chi può aver detto questa frase? Berlusconi? Alfano? Ghedini? D’Alema? No. E’ stato Nichi Vendola, leader di “Sinistra Ecologia e Libertà”, colui che viene fatto passare per il “nuovo” che avanza.
Talmente nuovo da essere in politica da quasi 30 anni.
Questa frase fa capire che Vendola non rappresenta proprio nulla di nuovo, è solo una faccia non ancora compromessa che la Casta può spendere per continuare a mantenere i propri privilegi. Il pensiero di Vendola è esattamente quello di Berlusconi: se c’è una legge che non va bene per me o la Casta, cambiamo la legge!
Solo che Berlusconi cambia leggi non solo per i privilegi del Regime ma anche per sfuggire alla galera, ed ha i mezzi per farlo. Invece Vendola (per ora) non deve sfuggire la galera e non ha i mezzi per cambiare le leggi a proprio piacimento.
Ma la filosofia è la stessa. Un pensiero unico bipartisan che accomuna quella che in Italia viene fatta passare per “destra” e quella che in Italia viene fatta passare per “sinistra”.
D’altronde come si può pretendere qualcosa di “nuovo” da uno che è in politica da quasi 30 anni? E’ ovvio che manterrà il sistema di potere che gli ha permesso di raggiungere quel livello e cercherà di aumentarlo usando sempre lo stesso sistema clientelare e perverso, come lo descrive il GIP a seguito dell’inchiesta della Procura di Bari: “..la invasività della politica non era una cosa sporadica ma, purtroppo, tutte le decisioni e gli indirizzi di politica sanitaria erano orientati quasi esclusivamente in una prospettiva clientelare di ritorno del consenso elettorale e di acquisizione di indebite utilità nelle gare pubbliche”. Vendola appare quindi un perfetto referente dei partiti e della Casta.

Dal blog di Giampietro

AAA Scrutatori anti brogli cercasi

Iscrivetevi all’albo degli scrutatori entro il 30 novembre 2010

Il rischio di brogli elettorali è sempre più alto, in particolare adesso, un momento storico nel quale nelle mani di un uomo solo e del sodalizio politico/economico/finanziario che lo sostiene, ci sono tutti i mezzi di comunicazione, gli organi preposti a garantire il rispetto delle regole e alla vigilanza dei seggi elettorali.

Non sappiamo quando si voterà, se tra un mese, un anno, tre anni, in ogni caso bisogna farsi trovare pronti a vigilare, e l'unica arma che abbiamo per difenderci da eventuali brogli è entrare dentro i seggi elettorali a scrutare, affinchè tutto si svolga nel modo corretto.

L'invito che rivolgiamo a tutti è di iscriversi all'albo degli scrutatorii, istituito presso ogni comune, come cittadini liberi, per portare quel fresco profumo di onestà, trasparenza, democrazia e rispetto delle regole che caratterizza ogni libero cittadino.

Gli scrutatori sono determinanti nella assegnazione di voti dubbi o contestati.

Informatevi presso ogni Comune di appartenenza, le domande vanno presentate entro il 30 novembre 2010.

 


I seggi elettorali, oltre che dal Presidente di Seggio nominato dalla Corte d’Appello, è composto dagli scrutatori.

 

Con la legge 270/2005 è stata introdotta la nomina a chiamata diretta e nominativa (non casuale).

La Commissione elettorale deve votare all'unanimità un insieme di persone fra gli iscritti all'albo. Qualora dopo le prime due votazioni non si raggiunga l'unanimità, ogni membro della commissione può proporre 2 nomi e si vota a maggioranza.

La Commissione elettorale è nominata in seno al Consiglio Comunale, quindi tiene conto del peso delle singole forze politiche all’interno dei consigli comunali, pertanto nella nomina degli scrutatori viene spesso adottato un criterio volto a bilanciare l'assegnazione a persone con tessere di partito, che dichiaratamente appartengono ad uno schieramento, in modo da garantire una rappresentanza a maggioranza e opposizione.

PD: FOLLIA MASOCHISTA?

Sabato 4 settembre come tutti sappiamo c'è stata la contestazione al Presidente del Senato Schifani ospite a Torino della festa del PD. I “contestatori” erano cittadini comuni aderenti a vari movimenti, tra cui il “MoVimento 5 Stelle Piemonte”, le “Agende Rosse” di Salvatore Borsellino, il “Popolo Viola” ecc. Schifani contestato è stato difeso da tutto l'arco costituzionale, PD in testa, con l'unica eccezione di Di Pietro. L'episodio è l'emblema della situazione tragicomica in cui versa il PD, il maggior partito di opposizione a Berlusconi ed il suo sistema; viene da ridere, anche se bisognerebbe piangere. A Torino è successo questo: i cittadini del “MoVimento 5 Stelle Piemonte” volevano sfruttare l'occasione di avere Schifani “a portata di mano” per chiedere conto delle 350.000 firme per una legge di iniziativa popolare raccolte l'8 Settembre 2007 (V-Day 1, “Parlamento Pulito”) per cambiare questa legge elettorale, che da 3 anni marciscono al Senato e di suoi rapporti con esponenti mafiosi descritti più volte dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano” (queste erano anche le intenzioni degli altri gruppi presenti alla festa del PD). Le intenzioni erano note, infatti erano giorni che in facebook si stava organizzando la partecipazione all'evento. Le domande che i ragazzi piemontesi volevano porgere a Schifani indubbiamente lo avrebbero quanto meno messo in difficoltà e lo avrebbero costretto a parlare di episodi a lui “sgraditi”, e se opportunamente incalzato, con le numerose videocamere presenti, sarebbe stata un'ottima occasione per divulgare in Rete le sue difficoltà a rispondere ed eventualmente i suoi silenzi, facendo fare una pessima figura a lui e di riflesso alla sua parte politica, quindi al Presidente del Consiglio. A maggior ragione se questo avviene “in trasferta”, cioè dove (in teoria) il pubblico e gli altri partecipanti (Fassino es.) sono oppositori, che hanno (o avrebbero) tutto l'interesse a mettere in difficoltà l'avversario politico, evidenziarne le ambiguità ecc. Un normale partito di opposizione, senza dover scomodare geni della strategia, avrebbe colto questa occasione, quindi “sfruttato” i cittadini presenti per incalzare l'avversario politico (sarà anche Presidente del Senato, ma è un avversario politico del PD, almeno in teoria). Che è il minimo che possa fare una seria opposizione. Invece il servizio d'ordine del PD, conoscendo le intenzioni dei cittadini, li ha tenuti lontani impedendo loro di fare le domande “scomode” a Schifani. Da qui sono partite le contestazioni riprese dalle telecamere: se il PD avesse permesso di fare quelle domande, molto probabilmente non ci sarebbero state le contestazioni ed i fischi. Quindi quanto è avvenuto ha dell'incredibile: il PD aveva l'opportunità, in casa sua, di mettere in grave difficoltà l'avversario politico, costringendolo a parlare di cose a lui sgradite, e quindi ottenere un successo propagandistico; invece ha impedito che ciò avvenisse (come se parlare di mafia fosse sgradito anche al PD, ricordandoci anche il silenzio agghiacciante del partito sulla condanna in Appello di Marcello Dell'Utri), ha provocato la reazione dei cittadini giustamente arrabbiati, ha fatto passare per vittima Schifani e la pessima figura, come sempre, se l'è “accollata” il PD. Follia masochista? Idiozia politica? O semplice difesa disperata del proprio mondo?

Lo Sfrangiamaroni

  • Il Senato ricorda Bettino Craxi. La cerimonia era prevista in biblioteca, ma per il grande affollamento è stata allestita un'altra sala. Eppure bastava togliere i libri di storia.
  • Tiger Woods offre due milioni di euro per Haiti. Il governo: "Affare fatto, è tua!
  • Stranieri gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto. Non si placa la protesta della società civile.

www.spinoza.it