A difesa della Costituzione e della sucola pubblica oggi sono scese in piazza anche a Brescia migliaia di persone. Si vedevano volti giovani e vecchi, politici e non, tutti con una bandiera sola, il tricolore, e la Costituzione in mano.
Una serie di interventi che a partire da un articolo della Costituzione costruivano una semplice riflessione sul suo significato oggi e sullo scempio che se ne sta facendo.
Il filo conduttore di tutti gli interventi è stato ovviamente l'attacco al Presidente del Consiglio e all'attuale governo.
Unica nota negativa forse, in mezzo a questa magnifica festa, lo stile parecchio retrò degli intermezzi musicali che certamente non hanno trovato l'apprezzamento dei più giovani. Sicuramente bellissime canzoni popolari della nostra storia, forse un pò troppo ideologicamente di sinistra, ma in ogni caso potevano essere degnamente sostituite da alcuni autori contemporanei (penso a Caparezza, Fabi Fibra, Bersani...) che forse avrebbero caratterizzato in modo diverso l'evento e coinvolto maggiormente il pubblico più giovane.
Una riflessione obbligata però ci tocca farla alla luce delle parole di Beppe Grillo, che dal suo blog qualche giorno fa ha dichiarato che la Carta non è un documento inviolabile, che andrebbe ammodernata, sebbene non per mano di un manipolo di politici che hanno come obiettivo unicamente preservare il loro leader dai processi e assecondare le manie secessioniste della lega.
Questo ha scatenato i soliti attacchi nei confronti del MoVimento 5 Stelle, attacchi provenienti da ambienti di sinistra, da coloro che hanno già pesantemente messo mano alla Carta Costituzionale stravolgendola in alcuni punti in modo grossolano e disorganico.
Ecco, non accettiamo lezioni da coloro che hanno già stravolto la Costituzione, le nostre proposte sono l'introduzione nella Carta Costituzionale del concetto di referendum deliberativo senza quorum, limiti temporali all'eleggibilità, la preclusione delle funzioni elettive a coloro che hanno subito delle condanne e la reintroduzione della preferenza come requisito indiscutibile di ogni legge elettorale. Modifiche di buon senso che aumenterebbero la sovrranità popolare a scapito del potere incondizionato della casta, ecco perchè non saranno mai prese in considerazione.
Un aneddoto curioso che mi ha molto colpito: una ragazza ha rifiutato un libretto della Costituzione che le veniva gentilmente offerto da uno degli organizzatori, sostenendo che non era quella la "sua Costituzione" bensì quella che precedeva la bicamerale.
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