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La parola e l'arma più potente contro le mafie

Tratto da http://www.dalpolonord.it/

SCENA MUTA DEI TESTIMONI AL PROCESSO PER LA 'NDRINA  DEI PIROMALLI ATTIVA SUL GARDA
Brescia ha paura della 'ndrangheta

C'erano i giovani dell'antimafia bresciana fuori da palazzo di giustizia lo scorso 28 ottobre. La “meglio gioventù” attiva sul territorio, direbbe qualcuno, coordinati dal Comitato antimafia Peppino impastato di Brescia. C'erano i giovani dell'Italia dei valori sempre della città della Loggia, c'erano quelli di Legalità e giustizia di Desenzano sul Garda e poi un sacco di altri attivisti, organizzati in gruppi con sede soprattutto nei centri che si affacciano sul Benaco. Tutti assieme reggevano uno striscione con su riportato che le parole dette possono avere il proprio peso nella lotta alla mafia, a differenza dell'omertà e del silenzio. Ed era la cosa più bella che s'è potuta vedere, vivere e sentire in una soleggiata ma fredda mattinata bresciana.
All'interno del palazzo di giustizia, nell'aula 28, al cospetto della corte presieduta dal giudice Giovanni Pagliuca, di parole infatti se ne sono sentite ben poche. Era di scena l'ennesima udienza del processo - sino ad oggi praticamente sconosciuto - che porta alla sbarra i componenti di un clan legato alla 'ndrangheta da tempo radicato nel basso Garda, tra i comuni di Lonato, Desenzano e Padeghe. I principali imputati sono i tre fratelli Fortugno: Gaetano, Rocco e Marcello, secondo l’accusa la longa manus al nord della potentissima cosca calabrese dei Piromalli di Gioia Tauro (Rc). I reati dei quali sono accusati: estorsione, ricettazione, traffico di droga e di armi, sfruttamento della prostituzione, presentano l'aggravante dell'associazione mafiosa, articolo 416 bis del codice penale.
Come si diceva, però, parole contro la mafia in aula se ne sono sentite in minima parte. I testi che avrebbero dovuto testimoniare, o hanno deciso di non parlare o addirittura non si sono presentati. Un certo Calogero Gangi, teste chiave nel procedimento, ha presentato un certificato - piuttosto vago - in cui adduceva fantomatici motivi di salute per giustificare la propria assenza; un'ex ballerina di lap dance, invece, risulta irreperibile, mentre l'unico testimone presente, Giuseppe Gulizia, 43 anni di Roncadelle ma originario della Sicilia, ha preferito non rispondere.
Il presidente Pagliuca organizzando il calendario delle prossime udienze ha scherzato, lasciando intendere che se anche le successive audizioni di testimoni dovessero andare in questo modo, il processo scorrerebbe via liscio e finirebbe in meno che non si dica. Il motivo di tali reticenze - facilmente intuibile - lo si è però compreso esplicitamente ascoltando le poche cose biascicate da Gulizia. Il pubblico ministero - il magistrato della DDA Paolo Savio, titolare dell'inchiesta - ha citato parte dei verbali degli interrogatori che Gulizia ha rilasciato durante le indagini. Il testimone, incalzato, è sbottato nella frase: "Voi mi mandate al massacro" "Come?! Non ho capito?!" Ha domandato il Presidente. "Voi così mi mandate al massacro!"
È la paura ad aleggiare su questo nuovo processo di mafia al nord. È la paura che non fa parlare i testimoni. E allora ci si domanda: ma questi compari, questi personaggi dietro le sbarre, che possono sembrare più che altro dei muratori sull'orlo della pensione, perché incutono timore nel prossimo? E così tanto da chiudere la bocca a distanza ad un uomo, che ha rischiato l'incriminazione per reticenza? Secondo Gorizia possono, eccome! Lo stesso testimone ha raccontato pure di aver avuto segnali tangibili di questa situazione: "Mesi fa ho trovato bombe Molotov inesplose davanti all'uscio di casa!"
Chi c'è fuori che continua a fare gli affari e gli interessi dalla 'ndrina dei fratelli Fortugno? E poi: chi e cosa ha reso negli anni coloro i quali dovevano essere solo poveri emigranti in cerca di fortuna, così potenti e rispettati sulle rive del lago di Garda? Alla fine il "caso Gulizia" s'è chiuso con la Corte che ha deciso di acquisire i verbali degli interrogatori da lui rilasciati cinque anni prima. Di quelli il siciliano spaventato ha confermato ogni dettaglio.

Il testo integrale ed altro materiale lo potete trovare su http://www.dalpolonord.it/

 

Video Riassuntivo dellla conferenza stampa

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