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Strategie Kossighiane in campo?

Riceviamo e pubblichiamo le preoccupazioni di un nostro lettore.
Ormai la strategia dovrebbe essere chiara a tutti. Almeno a me lo è. Già quest'estate sono state preparate ad arte una serie di "provocazioni pesantissime" (di cossighiana memoria direi) organizzate con il preciso scopo di screditare e fare il vuoto intorno alle vere forze di opposizione alla Casta che stanno crescendo nel Paese ma agiscono ancora in modo sfilacciato, per limitare la loro coesione e per limitare il favore popolare verso di loro. L'obiettivo è abbastanza chiaro: visti i sondaggi pessimi per gli attuali partiti al potere, le elezioni politiche si potranno fare solo dopo aver demolito la nuova vera opposizione nascente, in modo che possano dire: solo noi siamo credibili. Tra i vari episodi provocatori di istigazione all'insurezione ricordiamo solo il più clamoroso: l'invito il 31 agosto ad una rassegna libraria a Como del senatore Marcello Dell'Utri per presentare i presunti diari di Benito Mussolini, dopo che lo stesso co-fondatore di Forza Italia era stato da pochi giorni condannato anche in secondo grado a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa per i fatti a lui attribuiti accaduti sino al 1992. Per gli amanti del brivido si consiglia la visione del suo curriculum. In quell'occasione, singoli cittadini, gruppetti di studenti, persone ancora pensanti, difensori della legalità e della Costituzione hanno duramente contestato la presenza su di un palco di un pluricondannato, che in questo modo sembrava essere portato invece ad esempio per la cittadinanza. A conferma del fatto che la trappola in quel caso ha funzionato invito alla attenta visione di alcune immagini della dura contestazione

Spiegatemi voi cosa doveva fare la gente? Stare ad ascoltare le strabilianti vicende del ritrovamento di quel grande tesoro letterario? L'unica cosa che si doveva fare in modo responsabile era non invitarlo. Ma qualcuno non ha voluto. Qualcuno che sta cercando di esasperare i cittadini e vuole lo scontro sociale per essere autorizzato ad imporre metodi repressivi. Ripeto: la trappola ha funzionato, ma è stata solo una imboscata in una guerra molto complessa e non ha neanche completamente sortito il risultato sperato. Il souvenir del Duomo non è volato. Non si è potuta mostrare alcuna faccia insanguinata alle telecamere.

I giornali di regime avevano già scritto il pezzo da dedicare alla vicenda ancora la settimana prima. Le frasi apologetiche presenti negli articoli erano del tipo: "Era tifo organizzato, sembravano ultrà da stadio, esagitati", oppure "quelli che si riempiono la bocca della parola libertà impediscono di parlare a senatori della Repubblica" e così via.

Anche le emittenti televisive hanno commentato il fatto prendendo le parti del pluricondannato e indicando i cittadini indignati come intolleranti, violenti, pericolosi per la democrazia.

Nei giorni seguenti sono state messe in campo altre situazioni provocatorie che si sono svolte con lo stesso copione. Ovviamente la lotta è impari, come solo i vigliacchi più infami sanno fare: da una parte ci sono pericolosi mestatori che hanno a disposizione una cassa di risonanza mediatica di livello nazionale per ammannire con meticolosità la popolazione con la loro versione dei fatti e con le loro giustificazioni, mentre dall'altra ci sono pochi singoli cittadini forti solo della loro integrità morale e della loro indignazione per ciò che succede quotidianamente nel Paese. Non sto dicendo cose più pesanti della canzone Povera Patria di Battiato; se mi sbaglio o meno, lo vedremo con quello che accadrà sabato ad Adro. Siamo alla vigilia del sabato del villaggio di Adro, l'enclave leghista della Provincia di Brescia. Tutto è pronto: l'oggetto del contendere è stato mediaticamente esposto, l'ostensione oscena della Scuola con il simbolo leghista del sole delle Alpi messo in ogni dove è stata meticolosamente diffusa su ogni giornale senza che il Prefetto ne emanasse l'immediata chiusura, con ordine di riapertura solo a simboli rimossi (che è l'unica cosa da fare in una repubblica democratica e seria). Anche le truppe (dell'una e dell'altra parte sono schierate. Tutti quelli che dovevano impedire lo scontro sociale sono stati volutamente tenuti fermi. Ad aspettare gli eventi. E quali saranno gli eventi? A me interessa chiedermi quali saranno i veri responsabili (o piuttosto gli irresponsabili criminali) e quali verranno additati come responsabili dei disordini dai media? Quelli che si troveranno a combattere in piazza o quelli che hanno ordito questa tremenda macchinazione? Quale bravura ci vuole a capire che lo scontro sarà inevitabile? Lo potrebbe prevedere anche mio figlio. Io piango per il disastro annunciato. Piango per l'ennesimo disastro italiano annunciato operato malignamente per tenere in piedi la Casta.

Quello che succederà è solo ed unicamente responsabilità della Casta che vuole dividere gli italiani per continuare a governare indecentemente il Paese.

Vergogna, andatevene, il Paese vi ha smascherato.

A.G.

Lo Sfrangiamaroni

  • Il Senato ricorda Bettino Craxi. La cerimonia era prevista in biblioteca, ma per il grande affollamento è stata allestita un'altra sala. Eppure bastava togliere i libri di storia.
  • Tiger Woods offre due milioni di euro per Haiti. Il governo: "Affare fatto, è tua!
  • Stranieri gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto. Non si placa la protesta della società civile.

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