Ribadiamo con forza il nostro NO ad una legge liberticida che mette il bavaglio alla libertà di manifestare il libero pensiero, che mette ulteriori catene alla magistratura per svolgere le proprie indagini limitandone la capacità investigativa, che nega il diritto dei cittadini ad esser informati e cala una mannaia sulla libertà di espressione in rete.
Il nostro premier la spara grossa, parla di 7 milioni e mezzo di persone intercettate, ma anche un bambino arriverebbe a capire che sono numeri farlocchi. Le intercettazioni effettuate dalla magistratura sono tutte registrate e autorizzate, pertanto il loro numero è facilmente individuabile in modo certo e incontestabile, e il numero si aggira tra i 50.000 e i 75.000 telefoni l’anno, considerando che ogni sospettato solitamente ha più di un telefono, il numero degli intercettati annualmente non supera le 15.000 unità. Rapportando questo numero ai milioni di procedimenti penali pendenti… ci si rende conto che sono un numero veramente irrisorio.
IL 19 GIUGNO ALLE ORE 16.00 IN CORSO ZANARDELLI insieme alle altre realtà locali Libertà e Giustizia Circolo di Brescia, Libera Coordinamento di Brescia, Associazione Civica Brescia, Comitato Antimafia di Brescia “Peppino Impastato” e il Popolo Viola di Brescia, vogliamo dire NO a questa legge vergognosa.
Perché NO alla legge bavaglio.
Il Governo e la maggioranza vogliono porre limiti ristretti alle intercettazioni ma gli orrori della clinica S. Rita sono stati scoperti dopo 11 mesi di intercettazioni. Con questa legge pazienti avrebbero continuato ad essere operati inutilmente e i sanitari ad arricchirsi illecitamente sulla loro pelle
I reati di mafia spesso si scoprono partendo da altri reati ad esempio intercettando per quattro mesi un imprenditore sospettato di truffa e frode, si è scoperto che riciclava soldi di un importante clan mafioso. Con questa legge le intercettazioni non avrebbero portato a tale risultato.
Il magistrato per autorizzare l’intercettazione dovrà avere altri elementi concreti che provino la responsabilità dell’indagato: si intercetta un sospettato solo quando si è praticamente certi che è colpevole. Per l’omicidio di Cogne è bastato un solo magistrato per infliggere una condanna a 30 anni di carcere. Ora ne serviranno tre per autorizzare un intercettazione di un semplice sospettato.
Per indagare o intercettare un sacerdote magari per pedofilia, si dovranno avvertire immediatamente le autorità religiose
I giornalisti non potranno informare i cittadini sul contenuto delle intercettazioni di cui non potranno scrivere nè parlare fino al termine delle indagini preliminari. In questo modo i cittadini non avrebbero saputo niente di Calciopoli, dei pestaggi alla scuola Diaz, della corruzione nella distribuzione degli appalti pubblici in cambio di festini e prostitute, delle risate degli imprenditori sciacalli dopo il terremoto a L'Aquila. Cittadini espropriati del diritto di conoscere e giudicare chi governa.
I giornalisti “disobbedienti” saranno puniti con elevate ammende e l’editore con sanzioni che raggiungono migliaia di euro.
Obbligo di rettifica per tutti i siti informatici Tutti i siti internet, fra cui blog, social.network, forum dovranno pubblicare obbligatoriamente entro 48 ore dalla richiesta le dichiarazioni di rettifica a loro pervenute, con la stessa visibilità della notizia a cui si riferiscono, senza possibilità di commento; pena migliaia di euro di multa. Viene applicata una legge sulla stampa del 1948 alla moderna tecnologia web, equiparando blog e social-network a testate giornalistiche. Chiaro l'obiettivo intimidatorio verso chi utilizza blog e siti internet amatorialmente per dare notizie ed esprimere il proprio pensiero.



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Salvatore Borsellino e il movimento dell'Agenda Rossa.