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Ricordati a San Polo i 64 anni che Peppino non ha compiuto

Cerimonia nel «suo» parco in memoria di Impastato
È stato anche festeggiato il secondo compleanno di Radio 100 passi, mentre ha preso il via la web tv.

Ieri avrebbe compiuto 64 anni Peppino Impastato, il militante antimafia ucciso da Cosa nostra nel 1978; ma ieri era anche il compleanno di «Radio 100 passi» in onda da due anni, pensata e voluta per ricordare la sua figura.
Le ricorrenze sono state celebrate con una maratona su Radio 100 passi e sulla web tv «100 Passi Tv», che nel pomeriggio ha iniziato le sue trasmissioni con le testimonianze di molte persone che con Impastato hanno condiviso momenti importanti.
Brescia non poteva restare sorda davanti al compleanno di uno dei simboli della lotta alla mafia: nel parco a lui dedicato, a San Polo, una quarantina di persone si sono ritrovate per ascoltare i suoi brani e poesie a lui dedicate, ma soprattutto per lanciare un messaggio importante in prospettiva futura nella nostra città.
«Abbiamo voluto ricordare la sua figura - ha detto Fernando Scarlata del Comitato Peppino Impastato -, abbiamo voluto fare un ritrovo allegro per quanto possibile, le commemorazioni intese come riti fini a se stessi lasciano sempre il tempo che trovano. La nostra speranza è quella di essere riusciti a trasmettere qualcosa di importante anche a quelle persone che non conoscevano bene la figura e gli ideali di Impastato».
ALLE 19, AL CULMINE della riflessione, Radio 100 passi si è collegata con Brescia per lanciare un ponte simbolico attraverso l'Italia. Una volontaria ha letto a San Polo una poesia dedicata a Impastato. «Crediamo molto nelle poesie che parlano di lui - ha detto Scarlata -: basti pensare che le hanno scritte i suoi compagni di vita, persone che lo conoscevano meglio di chiunque altro. Parlano di ideali e di politica, è la dimostrazione che con la poesia è anche possibile fare politica in un certo modo».
Non è un caso che il ricordo di Impastato si sia tenuto a San Polo. «Lui lottava contro la mafia - ricorda Scarlata -, ma anche contro chi distruggeva il territorio. Pensiamo che ricordarlo qui, dove ci sono grossi problemi di inquinamento, sia un piccolo segnale. Siamo vicini al comitato che sta combattendo perché questa zona della città raggiunga livelli di vivibilità migliori».

Daniele Bonetti - Brescia Oggi 06/01/2012

S.O.S Telajato

Pino ManiaciCOMITATO “SIAMO TUTTI TELEJATO”

Con la Legge Finanziaria 2011 (articoli 8,9,10) sono state di fatto abolite le televisioni comunitarie (250 in tutta Italia), e il Ministero dello sviluppo economico si è riservato il diritto di assegnare, a pagamento, tutte le lunghezze d’onda del digitale terrestre, eccetto che per le tre reti RAI, per Mediaset, per La 7, per Sky e per le società di telefonia mobile, cui le frequenze sono state assegnate gratis. Le altre utenze saranno assegnate dietro esborso di ingenti somme di denaro, attraverso graduatorie regionali formulate sul numero dei dipendenti e sulle proprietà immobili. E’ la fine quindi del volontariato anche in questo campo. Il tutto naturalmente nel silenzio tombale e il disinteresse di tutti i partiti politici.

Le restanti televisioni locali, altre 250 realtà, saranno in gran parte liquidate entro il 30 giugno 2012 per lasciare il posto alle grandi reti nazionali che trasmetteranno gratuitamente, e a pochi canali regionali che otterranno le frequenze pagandole fior di quattrini. Per chi ha accumulato proprietà immobiliari, audience e spinte politiche, è possibile permetterselo.

Alla base di questa scelta ci sono solo obiettivi di carattere economico e commerciale, farcite da programmi demenziali per promuovere televendite, telegiornali pilotati dalle segreterie di partito, pubblicità a fiumi, mentre viene ignorata la qualità di ciò che è trasmesso e la capacità di sapere stare sul territorio per leggerne la storia e documentarne i problemi. Niente più spazi liberi e libera espressione delle idee, niente rispetto per l’art.21 della Costituzione, perché mancheranno gli strumenti per poterlo fare.

La sopravvivenza di Telejato, con la sua storia, le sue battaglie, la sua valenza culturale, nel segno di Danilo Dolci, di Peppino Impastato, di Mauro Rostagno e di Giuseppe Fava è un segnale importante per la garanzia dell’esistenza di una libera informazione in un panorama controllato dalle mafie mediatiche.

Il comitato SALVIAMO TELEJATO nasce oggi per unire nella protesta tutte le voci dei territori in pericolo di oscuramento; affinché le televisioni comunitarie e locali possano continuare a trasmettere e conservare il loro ruolo di strumento informativo locale; affinché sulle ultime redazioni libere, in particolare quelle impegnate in terra di mafia, non cali il silenzio e l’indifferenza, ovvero la certezza di essere eliminate fisicamente dalle mafie.

(articolo tratto da Associazione Rita Atria )

Il 150° ad Adro

Riceviamo e pubblichiamo.
"Voglio raccontarvi per filo e per segno come ho festeggiato il compleanno dell’Italia. Qualche giorno fa mi arriva una mail da Vito del Meetup “amici di Beppe Grillo” Brescia; invita a partecipare alla commemorazione per la nascita dello Stato italiano organizzata dall’ ANPI di Adro. Sono tentato e ci penso. Il 16 marzo, leggo sul “Fatto Quotidiano” la lettera di Gualtiero Tonoli, il presidente della sezione. Ho deciso. Festeggerò l’anniversario dell’unità d’Italia nel paese tristemente noto per vari fatti di “intolleranza padana”. Ne cito un paio giusto per rinfrescare la memoria: lasciare senza cibo i bambini se i genitori non pagano la mensa. Fare il lavaggio del cervello attraverso una scuola pubblica riempita da simboli di partito. Piove, ma la giornata è splendida. Festeggiare ad Adro è simbolicamente emozionante, coinvolgente... non vedo l’ora. Arrivo in paese presto, la commemorazione è alle 10. Alle 9 sono in un bar di fronte al comune a fare colazione. Avete mai visto il palazzo comunale di Adro? E’ spettacolare. Tutto il paese è un piccolo gioiello incastonato in Franciacorta. L’atmosfera è tranquilla, poche persone in giro. Al bar ascolto vari commenti, mi conforta scoprire che non sono in un covo di leghisti. Entrano sei agenti della digos, perché? Perché i cortei ad Adro saranno due. Uno organizzato dall’ANPI un mese fa e l’altro organizzato frettolosamente in questi giorni dal famoso sindaco. I percorsi sono inversi, comune-cimitero per l’ANPI e cimitero-comune per “gli altri”. Altri che non abbiamo incrociato quindi la digos ha fatto un buon lavoro per evitare tensioni. Sono quasi le dieci e mi avvio verso il palazzo Bargnani Dandolo, sede del comune. I fratelli Emilio ed Enrico Dandolo sono due eroi del Risorgimento che riposano nel cimitero di Adro. C’è poca gente. Un signore, vedendomi senza simboli, chiede se voglio un piccolo nastrino tricolore; accetto volentieri e con uno spillo me lo appunta alla sciarpa. Comincio a pensare che alla commemorazione saremo in pochi (ma buoni...). Mi sbaglio, perché a ridosso dell’orario stabilito arrivano in tanti; uomini, donne, studenti, bambini. Tante bandiere italiane, poi quella dell’ANPI e della Pace. Tanti ombrelli colorati. Piove ancora ma non importa a nessuno, smetterà. Il corteo parte e prima di arrivare al cimitero viene deposta una corona d’alloro al Monumento dei Caduti; cantiamo tutti insieme l’Inno di Mameli e qualche canto partigiano. Si sale verso il cimitero. Qualcuno dall’alto cerca di intravedere la famosa scuola; ci sono tante persone che non sono di Adro, come me. Lungo il tragitto gli adrensi parlano... ti rendono partecipi del loro rammarico ma anche della loro voglia di resistere. Io sono davanti e “bonifico” il percorso, togliendo dai pali della luce gli adesivi della padania. I leghisti non sanno che un adesivo su una superficie bagnata si stacca facilmente; da bravo cittadino metto i rifiuti nel cestino. Presso la tomba di famiglia monumento nazionale degli eroi risorgimentali avviene la deposizione della corona. Nel frattempo incontro Vito ed Emanuele del Meetup; a fine cerimonia abbiamo il piacere di scambiare qualche parola con il presidente della sezione ANPI di Adro. Ci confida che la lettera al “Fatto Quotidiano” l’ha scritta qualche giorno fa, una sera che non riusciva a dormire. La cerimonia è finita, la partecipazione è stata tanta e si scende verso il paese. Ci troviamo per caso di fronte alle sedi della lega e del pdl; sono lì, una vicina all’altra. Fanno quasi ridere. Poi pensi ai danni che stanno facendo e il sentimento cambia, ti viene da piangere. Pensi alle madri dei bambini messe una contro l’altra da una politica con la “p” microscopica. La casta dei politici ci vuole divisi e litigiosi ma le cose stanno cambiando. Un ragazzino appende un cartello alla cassetta della posta, c’è scritto “la padania non esiste”. Ad Adro, come in tante parti d’Italia finalmente, l’Italia s’è desta!

Viva la Resistenza, viva l’ANPI e viva l’Italia libera e unita.

Matti Claudio

 

I 150 anni d’Italia che Adro dimentica (da “Il Fatto Quotidiano” del 16 marzo 2011)

Gentile direttore,
Adro è quel paese giunto tristemente alla notorietà a causa del suo sindaco per via di diverse prese di posizione e iniziative di indubbia volgarità, tra queste segnalo le più odiose: simboli padani nella scuola pubblica; estromissione dalla mensa scolastica di bambini appartenenti a famiglie in difficoltà economiche; delegittimazione del consiglio per le attività parascolastiche con atti d’imperio; taglia sui clandestini. Oscar Lancini è l’uomo dell’intolleranza. Scaltro e fanatico è uomo di trincea della Lega Nord, utile servitore di qualche folle stratega che punta alla secessione, udite bene “secessione”, pesca nel torbido e muove gli istinti di pancia di molti cittadini di questo borgo franciacortino ricco di storia, di gente semplice e laboriosa e anche di danaro.
Dichiara guerra a tutti coloro che dubitano del suo pensiero, compresi molti suoi sostenitori, il paese è succube e impaurito, teme le sue minacce e subisce come gli antichi contadini medievali di questa terra meravigliosa. Questa volta il tema è il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: si è messo in testa di non festeggiare.
Premetto che finanzia molte associazioni locali a patto che siano fedeli servitori della sua causa. Il 25 febbraio scorso il sottoscritto Gualtiero Tonoli, pres. dell’Anpi del paese, rendendosi conto dell’inerzia del primo cittadino, decide di organizzare alcune iniziative sul tema. Ad Adro riposano due eroi del risorgimento Italiano, Enrico ed Emilio Dandolo, paese di residenza anche di tutta questa nobile famiglia che tanti lasciti ha donato a questa comunità. Doppia motivazione per commemorare, il sindaco però in combutta con alcuni rappresentanti delle associazioni, boicotta l’iniziativa e arriva a vietare la commemorazione organizzata dall’Anpi di Adro già in stato di avanzamento organizzativo e in regola con tutti i permessi del caso. Sostituisce il tutto con una sua iniziativa organizzata in fretta e furia e pubblicizzata sul sito del comune solo venerdì 11/03/2011 che prevede di rendere onore ai due eroi ma senza citare il 150esimo dell’Unità d’Italia. Queste sue iniziative di basso profilo sono circoscritte in tre punti significativi del paese, senza un corteo, senza suonare l’inno di Mameli, come a voler far credere a tanta gente semplice che i due fatti sono slegati tra loro, come se l’eroismo dei Dandolo e la nascita dello Stato Italiano non fosse stato, il primo la causa e il secondo l’effetto. È chiaro che noi non obbediremo a questo gravissimo atto d’imperio e intimidatorio, ma il fatto resta a testimoniare il degrado democratico e morale. Questa infezione che molti miei concittadini non riescono a cogliere, va fermata prima che sia troppo tardi.

Gualtiero Tonoli, presidente sezione Anpi di Adro

 

A difesa della Costituzione

A difesa della Costituzione e della sucola pubblica oggi sono scese in piazza anche a Brescia migliaia di persone. Si vedevano volti giovani e vecchi, politici e non, tutti con una bandiera sola, il tricolore, e la Costituzione in mano.

Una serie di interventi che a partire da un articolo della Costituzione costruivano una semplice riflessione sul suo significato oggi e sullo scempio che se ne sta facendo.

Il filo conduttore di tutti gli interventi è stato ovviamente l'attacco al Presidente del Consiglio e all'attuale governo.

Unica nota negativa forse, in mezzo a questa magnifica festa, lo stile parecchio retrò degli intermezzi musicali che certamente non hanno trovato l'apprezzamento dei più giovani. Sicuramente bellissime canzoni popolari della nostra storia, forse un pò troppo ideologicamente di sinistra, ma in ogni caso potevano essere degnamente sostituite da alcuni autori contemporanei (penso a Caparezza, Fabi Fibra, Bersani...) che forse avrebbero caratterizzato in modo diverso l'evento e coinvolto maggiormente il pubblico più giovane.

Una riflessione obbligata però ci tocca farla alla luce delle parole di Beppe Grillo, che dal suo blog qualche giorno fa ha dichiarato che la Carta non è un documento inviolabile, che andrebbe ammodernata, sebbene non per mano di un manipolo di politici che hanno come obiettivo unicamente preservare il loro leader dai processi e assecondare le manie secessioniste della lega.

Questo ha scatenato i soliti attacchi nei confronti del MoVimento 5 Stelle, attacchi provenienti da ambienti di sinistra, da coloro che hanno già pesantemente messo mano alla Carta Costituzionale stravolgendola in alcuni punti in modo grossolano e disorganico.

Ecco, non accettiamo lezioni da coloro che hanno già stravolto la Costituzione, le nostre proposte sono l'introduzione nella Carta Costituzionale del concetto di referendum deliberativo senza quorum, limiti temporali all'eleggibilità, la preclusione delle funzioni elettive a coloro che hanno subito delle condanne e la reintroduzione della preferenza come requisito indiscutibile di ogni legge elettorale. Modifiche di buon senso che aumenterebbero la sovrranità popolare a scapito del potere incondizionato della casta, ecco perchè non saranno mai prese in considerazione.

Un aneddoto curioso che mi ha molto colpito: una ragazza ha rifiutato un libretto della Costituzione che le veniva gentilmente offerto da uno degli organizzatori, sostenendo che non era quella la "sua Costituzione" bensì quella che precedeva la bicamerale.

Qui potete trovare il nostro album fotografico

 

Enrico Bellavia - Incontro pubblico a Rovato

Il MeeEnrico Bellaviatup di Amici di Beppe Grillo di Brescia, col patrocinio del Comune di Rovato, organizzano una serata aperta alla cittadinanza con

ENRICO BELLAVIA, cronista siciliano del quotidiano “Repubblica”, affermato giornalista d'inchiesta e scrittore.


Il giornalista e scrittore palermitano presenterà  il suo ultimo libro "Un uomo d'onore", in cui è raccolta la testimonianza del boss mafioso Francesco di Carlo, accusato nel 1991 dal pentito Marino Mannoia di essere il killer di Roberto Calvi, divenuto in seguito collaboratore di giustizia nel 1996 ed attualmente testimone in alcuni tra i più importanti processi di mafia in corso.

Nel corso dell’incontro Bellavia  metterà a disposizione la sua diretta esperienza, sia per quanto riguarda in generale le numerose testimonianze raccolte circa l’attuale situazione dello scontro-incontro tra Stato e mafie, sia in particolare dell'inchiesta "Pasta Connection", indagine sull’evoluzione degli interessi mafiosi nel mondo della ristorazione e della loro infiltrazione nel tessuto sociale delle regioni del nord Italia.

Aderiscono all’iniziativa: Associazione Vicus Minervium – Libera – Associzione culturale Altre Voci –Associazione Ricomincio da Grillo

 

Quando: VENERDI 3 DICEMBRE 2010 ALLE 20:30
Dove: Sala Civica del Foro Boario di Rovato, in Via Martinengo, 22

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Lo Sfrangiamaroni

  • Il Senato ricorda Bettino Craxi. La cerimonia era prevista in biblioteca, ma per il grande affollamento è stata allestita un'altra sala. Eppure bastava togliere i libri di storia.
  • Tiger Woods offre due milioni di euro per Haiti. Il governo: "Affare fatto, è tua!
  • Stranieri gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto. Non si placa la protesta della società civile.

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