RICOMINCIO DA GRILLO

sii il cambiamento che vuoi vedere nel tuo paese

Thursday, Feb 09th

Last update09:45:00 AM GMT

RSS
You are here

Giustizia

Sezione Giustizia

Pino Masciari e Marco D’Acri: la doppia intervista

Intervista a Pino Masciari e Marco D’Acri, candidato alle primarie del centrosinistra per il comune di Grugliasco, in provincia di Torino.

Qual è il tuo pensiero sulla politica piemontese alla luce di quanto scaturito dall’Inchiesta Minotauro?

Pino: Io credo che sia necessario passare alla Fase 2, intendendo con Fase 2 la necessità di ripulire dalle scorie malsane gli organi di rappresentanza politica, ovvero i partiti. Uso il termine Fase 2 non a caso: non si può solo parlare di economia, finanza e bilanci. Vorrei sentire parlare di etica e di moralità nella Pubblica Amministrazione.

Marco: Come ricordava Borsellino i rappresentanti politici non devono solo essere onesti ma anche apparire distanti da ogni interesse criminale.  Per questo, pur con l’obbligo di essere garantisti, i partiti politici non possono basarsi solo sui risultati delle inchieste giudiziarie ma debbono applicare al loro interno un serio impegno di selezione della classe dirigente.  E’ necessario restringere i filtri e alzare le antenne.  La politica piemontese deve prendere atto delle terribili infiltrazioni criminali presenti nel nostro tessuto economico e imprenditoriale, come segnalato nell’inchiesta Minotauro.  Deve quindi affrontare il tema come emergenza non rinviabile e partecipare, in maniera seria e costante, agli sforzi per combattere ogni organizzazione criminale, efficaci se compiuti con una comune azione di politica, magistratura, associazioni datoriali, sindacati e società civile.

Leggi il resto dell'intervista sul sito www.pinomasciari.it

Ricordati a San Polo i 64 anni che Peppino non ha compiuto

Cerimonia nel «suo» parco in memoria di Impastato
È stato anche festeggiato il secondo compleanno di Radio 100 passi, mentre ha preso il via la web tv.

Ieri avrebbe compiuto 64 anni Peppino Impastato, il militante antimafia ucciso da Cosa nostra nel 1978; ma ieri era anche il compleanno di «Radio 100 passi» in onda da due anni, pensata e voluta per ricordare la sua figura.
Le ricorrenze sono state celebrate con una maratona su Radio 100 passi e sulla web tv «100 Passi Tv», che nel pomeriggio ha iniziato le sue trasmissioni con le testimonianze di molte persone che con Impastato hanno condiviso momenti importanti.
Brescia non poteva restare sorda davanti al compleanno di uno dei simboli della lotta alla mafia: nel parco a lui dedicato, a San Polo, una quarantina di persone si sono ritrovate per ascoltare i suoi brani e poesie a lui dedicate, ma soprattutto per lanciare un messaggio importante in prospettiva futura nella nostra città.
«Abbiamo voluto ricordare la sua figura - ha detto Fernando Scarlata del Comitato Peppino Impastato -, abbiamo voluto fare un ritrovo allegro per quanto possibile, le commemorazioni intese come riti fini a se stessi lasciano sempre il tempo che trovano. La nostra speranza è quella di essere riusciti a trasmettere qualcosa di importante anche a quelle persone che non conoscevano bene la figura e gli ideali di Impastato».
ALLE 19, AL CULMINE della riflessione, Radio 100 passi si è collegata con Brescia per lanciare un ponte simbolico attraverso l'Italia. Una volontaria ha letto a San Polo una poesia dedicata a Impastato. «Crediamo molto nelle poesie che parlano di lui - ha detto Scarlata -: basti pensare che le hanno scritte i suoi compagni di vita, persone che lo conoscevano meglio di chiunque altro. Parlano di ideali e di politica, è la dimostrazione che con la poesia è anche possibile fare politica in un certo modo».
Non è un caso che il ricordo di Impastato si sia tenuto a San Polo. «Lui lottava contro la mafia - ricorda Scarlata -, ma anche contro chi distruggeva il territorio. Pensiamo che ricordarlo qui, dove ci sono grossi problemi di inquinamento, sia un piccolo segnale. Siamo vicini al comitato che sta combattendo perché questa zona della città raggiunga livelli di vivibilità migliori».

Daniele Bonetti - Brescia Oggi 06/01/2012

S.O.S Telajato

Pino ManiaciCOMITATO “SIAMO TUTTI TELEJATO”

Con la Legge Finanziaria 2011 (articoli 8,9,10) sono state di fatto abolite le televisioni comunitarie (250 in tutta Italia), e il Ministero dello sviluppo economico si è riservato il diritto di assegnare, a pagamento, tutte le lunghezze d’onda del digitale terrestre, eccetto che per le tre reti RAI, per Mediaset, per La 7, per Sky e per le società di telefonia mobile, cui le frequenze sono state assegnate gratis. Le altre utenze saranno assegnate dietro esborso di ingenti somme di denaro, attraverso graduatorie regionali formulate sul numero dei dipendenti e sulle proprietà immobili. E’ la fine quindi del volontariato anche in questo campo. Il tutto naturalmente nel silenzio tombale e il disinteresse di tutti i partiti politici.

Le restanti televisioni locali, altre 250 realtà, saranno in gran parte liquidate entro il 30 giugno 2012 per lasciare il posto alle grandi reti nazionali che trasmetteranno gratuitamente, e a pochi canali regionali che otterranno le frequenze pagandole fior di quattrini. Per chi ha accumulato proprietà immobiliari, audience e spinte politiche, è possibile permetterselo.

Alla base di questa scelta ci sono solo obiettivi di carattere economico e commerciale, farcite da programmi demenziali per promuovere televendite, telegiornali pilotati dalle segreterie di partito, pubblicità a fiumi, mentre viene ignorata la qualità di ciò che è trasmesso e la capacità di sapere stare sul territorio per leggerne la storia e documentarne i problemi. Niente più spazi liberi e libera espressione delle idee, niente rispetto per l’art.21 della Costituzione, perché mancheranno gli strumenti per poterlo fare.

La sopravvivenza di Telejato, con la sua storia, le sue battaglie, la sua valenza culturale, nel segno di Danilo Dolci, di Peppino Impastato, di Mauro Rostagno e di Giuseppe Fava è un segnale importante per la garanzia dell’esistenza di una libera informazione in un panorama controllato dalle mafie mediatiche.

Il comitato SALVIAMO TELEJATO nasce oggi per unire nella protesta tutte le voci dei territori in pericolo di oscuramento; affinché le televisioni comunitarie e locali possano continuare a trasmettere e conservare il loro ruolo di strumento informativo locale; affinché sulle ultime redazioni libere, in particolare quelle impegnate in terra di mafia, non cali il silenzio e l’indifferenza, ovvero la certezza di essere eliminate fisicamente dalle mafie.

(articolo tratto da Associazione Rita Atria )

Pagina 1 di 3

  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »

Lo Sfrangiamaroni

  • Il Senato ricorda Bettino Craxi. La cerimonia era prevista in biblioteca, ma per il grande affollamento è stata allestita un'altra sala. Eppure bastava togliere i libri di storia.
  • Tiger Woods offre due milioni di euro per Haiti. Il governo: "Affare fatto, è tua!
  • Stranieri gambizzati, pestati con spranghe o investiti da auto. Non si placa la protesta della società civile.

www.spinoza.it