Si è svolta ieri 7 giugno 2010. a Brescia, la conferenza stampa indetta dal Comitato per la salute, rinascita e salvaguardia del centro storico e dal Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia in riferimento agli ultimi provvedimenti relativi alla mobilità e al traffico che l'Amministrazione comunale ha deciso di adottare su tutto il territorio cittadino cittadino, con particolare ricaduta nel centro storico di Brescia.
Di seguito il testo elaborato dal Comitato e distribuito ai presenti
I centri storici vanno tutelati e salvaguardati: questo è un principio irrinunciabile, in particolare per due motivi principali; il primo è che il centro storico di una città o di un borgo di paese, rappresenta la memoria storica di un popolo, la sua traccia indelebile, ricca di tradizioni e costumi di chi l'ha edificato nel corso del tempo e che ancora continua attraverso l' opera di coloro che, attualmente, ci vivono e lavorano.
La seconda, grande questione è che i centri storici sono stati pensati e realizzati in epoche in cui la fitta rete di vicoli e piccole strade era alla base di un principio urbanistico ben lungi dal pensarlo vittima degli effetti dell'inquinamento prodotto dal traffico veicolare, secondo un’espressione, ben nota agli studiosi di problematiche relative alla mobilità sostenibile, denominato “effetto canyon", ovvero l' impossibilità, in assenza di vento, del ricambio di aria, con tutti i rischi conseguenti per la salute.
Mentre in tutta Europa e nella stragrande maggioranza dei centri storici d'Italia si va verso un proliferare di interventi rivolti alla loro tutela, Brescia va nella direzione opposta, con la liberalizzazione del traffico veicolare, la promozione dell'uso dell'auto (tessere riduzione costo parcheggio nelle vie interne del centro storico), il depotenziamento del già carente servizio pubblico, la totale mancanza di intervento sulla circolazione delle merci, e, attraverso le politiche che riducono la funzione delle ZTL, i permessi speciali a lungo termine per il carico e scarico delle merci e dei passeggeri, trasformando il centro storico in un mastodontico parcheggio a cielo aperto.
Tutto ciò avviene nonostante siano stati realizzati, a spese dei cittadini, nel corso degli anni, migliaia di posti auto in parcheggi di struttura a ridosso del centro storico, quasi sempre disertati, principalmente perchè conviene di più lasciare la macchina parcheggiata nel cuore della città per l'inesistenza dei controlli e per una serie di provvedimenti che facilitano questo modo sconsiderato di agire.
I dati sull'inquinamento atmosferico, segnalati quotidianamente dalla centralina del Broletto, non danno motivo di dubitare che il nostro centro storico sia, attualmente, il più inquinato d'Italia, avendo raggiunto per primo, dall'inizio dell'anno, i 35 giorni di superi delle PM10, secondo quanto stabilito dall' Unione Europea, per limitare i danni provocati dall' inquinamento atmosferico sulla salute delle persone. A niente sono valse, in questi anni, le proteste dei cittadini e delle associazioni ecologiste per porre un freno a questo intollerabile sfascio socio-ambientale.
Così come inutili sono state le proposte fin qui fatte all' Amministrazione comunale per contenere gli effetti dell'inquinamento ambientale, per migliorare la vivibilità e la tutela della salute pubblica: ripristino delle ZTL 24 ore su 24; carico e scarico delle merci dalle 7,30-9,30/14,00-16,00; permessi di sosta per i residenti rilasciati alla sola autovettura, revisione annuale dei permessi concessi, a vario titolo (disabili, categorie speciali ecc.), prezzi calmierati nei parcheggi di struttura per residenti e lavoratori-studenti del centro storico, parcheggi scambiatori nei principali accessi alla città, biglietti dell’autobus ad 1euro a/r, potenziamento della rete di piste ciclabili in sede propria, maggiori controlli del traffico e della sosta da parte della polizia municipale.
Questo, in sintesi il ragionamento che ci sentiamo di fare per una migliore mobilità e funzionalità del traffico in città ed, in particolare, nel centro storico di Brescia.





